Il simpatico, innocuo, piccolo picchio è una vera spina nel fianco per gli evoluzionisti. Questo uccellino è dotato di un’arma infallibile per catturare gli insetti nascosti sotto la corteccia degli alberi: una lingua lunga ben 15 centimetri. Ma come fa il picchio a possedere una lingua lunga quanto il suo intero corpo? Semplice: la tiene arrotolata, come una fionda, attorno al collo. Le ossa ioidi sono presenti in diversi animali per rafforzare la base della lingua, ma nel picchio sono straordinariamente modificate in due piccoli archi tesi per scoccare la lingua come una freccia. Partono dalla destra del becco, girano attorno al cranio e si collegano alla sinistra del becco.
This is the question: può una simile stranezza essersi evoluta per "selezione naturale"? Secondo la teoria evoluzionista, ogni passo evolutivo è causato dall'accumularsi di cambiamenti graduali, dovuti a mutazioni casuali, e poi conservati perché "utili" alla sopravvivenza dell'individuo. Gli evoluzionisti ritengono quindi che la strana lingua del picchio deve essersi evoluta da un antenato che, come tutti gli altri uccelli, avrà avuto una lingua di misura normale. Ma c’è un problema: la lingua del picchio parte dalla radice sinistra del becco e si protende non in avanti, come tutte le altre lingue, ma all'indietro, verso il cranio posteriore. Azz.
Una lingua rivolta all'indietro dev'essere stata un grosso svantaggio per l'antenato presunto del picchio. Almeno fino a quando non sia divenuta tanto lunga da ricongiungersi al becco dopo un bei giro attorno al cranio, generazioni di uccelli devono aver digiunato. Questo se si ammette, come fanno i darwinisti di vecchia scuola, che sono stati necessari "piccoli graduali miglioramenti" per ottenere quello stupefacente apparato linguale: per migliaia d'anni, antenati del picchio si trovavano gravemente svantaggiati nell'alimentarsi.
La difficoltà si può superare ammettendo, come fa il darwinismo di nuova scuola (Stephen J. Gould), che l'apparato linguale del picchio s'è sviluppato così in un colpo solo, in una gigantesca mega-mutazione. “Orca, cusa l’è ‘sta roba che mi trovo in bocca? Ah, bon, mi è solo cresciuta la lingua. Ma allora, è necessario ammettere che è stato progettato così fin dall'inizio. Che è il frutto di un "progetto intelligente": "intelligent design" è il nome della teoria antidarwinista che si va facendo strada nelle università americane.
Ma ci sono casi ancora più comuni, che mettono in imbarazzo gli evoluzionisti. La farfalla, ad esempio. L’elegante lepidottero depone uova dalle quali non esce una farfalla simile alla madre, ma un bruco. Due animali dotati dell'identico codice genetico, ma con due forme assolutamente diverse. L'elenco delle diversità morfologiche fa paura: il bruco striscia su sei paia di zampe, la farfalla ne ha tre. Il bruco dispone di una bocca che mastica foglie, la farfalla ha una proboscide con cui succhia nettare. Il bruco ha sei occhi semplici, la farfalla due occhi composti (come quelli delle mosche). Il bruco ha colori mimetici e, spesso il corpo coperto di setole che lo rendono disgustoso ai predatori. La farfalla che nascerà dal bruco, ha ali vistosissime (che attirano i predatori), un sistema nervoso, l'aerodinamica atta al volo, e organi sessuali, che al bruco mancano.
This is the question: quale vantaggio evolutivo hanno quelle ali sulla sopravvivenza della farfalla, perché la natura le abbia preferite al meraviglioso mimetismo del bruco?
La risposta classica è che le ali sono un richiamo sessuale. Ma in natura esistono miriadi di modi più furbi per attrarre sessualmente il partner, senza attirare anche i predatori. Peggio: se, come ammettono i darwinisti, la forma originaria dei lepidotteri è il bruco (più "semplice"), e questo ha "imparato" a diventare la sofisticata farfalla per millenarie mutazioni, com'è che il bruco non ha apparato sessuale né riproduttivo? Come si sono riprodotti i presunti antenati e anelli di congiunzione? Dovrebbero aver vissuto per milioni di anni senza sessualità, poracci. Oppure i primi bruchi avevano organi sessuali, e poi li hanno persi? Oppure la forma "originaria" è quella volante e più complessa, e ad essere derivato è invece il bruco, più semplificato? Oppure va ammesso, ed ecco dove il darwinismo cade, che l'intero DNA del lepidottero sia stato scritto fin dall'inizio così, e abbia previsto fin dall'inizio la meravigliosa metamorfosi.
Di fatto, vediamo qui un progetto che ha separato due funzioni che negli altri animali sono congiunte. Il bruco non fa altro che nutrirsi. La farfalla, non fa altro che accoppiarsi. E' un organo sessuale volante, una creatura destinata esclusivamente all'eros. Anzi, una metafora dell'amore-passione. Sarà per questo che la farfalla è bella, al punto di imitare i fiori, mentre il bruco non lo è? Oltretutto lei si nutre solo di nettare, cibo altamente simbolico degli amanti. E la vita della farfalla è breve come la passione. Guidata da misteriosi segnali odorosi, la farfalla è capace di volare per decine di miglia al luogo dell'accoppiamento, cosa che il bruco ignora; e ci arriva volando su ali che sono attrattive vistose, ma anche pericolose per la sua sopravvivenza.
This is the question (aridaje):tutto questo sarebbe il risultato del caso e della necessità?
Chi è mai stato innamorato sa cosa rispondere: perché correva rischi pazzeschi per amore, non viveva più per mangiare ma s’inebriava di nulla. La vita, la morte, un giorno, cento giorni…che importava più?
Quel che il darwinismo non riesce a spiegare non è solo la lingua del picchio o la natura della farfalla, ma la fantasia che si mostra in tutto il vivente. Una fantasia non priva d'umorismo, sfarzosa, inesauribile. E fastosa: un puro lusso, alla faccia del tristissimo design “funzionale” minimalista che l’uomo produce e che va tanto di moda (tra la gente con molti soldi e poca fantasia).
L’anello mancante, il vero Signore degli Anelli, è destinato a rimanere una chimera? Intanto gli dedichiamo questo posticino qua, che essendo virtuale gli assomiglia moltissimo.



