sabato, 26 marzo 2005
Giornate strane, queste. Segni che tornano alla memoria. Ieri era il Venerdì più Venerdì dell’anno, oggi è il Sabato più sabbatico dell’anno, quello in cui anche il Padreterno si permette di chiudere bottega (ma c’è il cartello “torno subito” sulla porta. Sperém).
Un Venerdì di novembre, quattro anni fa, mio padre chiudeva gli occhi per un arresto cardiaco. Era il giorno dopo la ricorrenza dei morti: chissà, forse l’ha fatto per solidarietà. Riaprì gli occhi il mattino della Domenica, e aveva quella bella faccia stranita da “che cazzo m’è successo?” E’ successo che ci hai fatto prendere un bello spaghetto, accidenti a te. Fine, happy end, una sceneggiata pasquale in piena regola. E invece, erano solo le prove generali. Qualche mese dopo ha chiuso gli occhi di nuovo, e porca paletta ha scelto di nuovo un Venerdì. Così, per lasciarci il gusto di sperare ancora. Solo che, stavolta, il lieto fine non ci è stato concesso. O meglio: non ci è stato concesso di vederlo, per problemi di decoder, ma potrebbe anche essere andato in onda da qualche parte (un luogo a caso: Sky?) E così, in questa giornata un po’ sospesa, penso al mio papà e a quel Papà che sparisce e riappare. E voglio credere che è solo questione di tempo, che ce lo faremo tutti ‘sto cazzo di decoder.
Buona Pasqua.
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venerdì, 25 marzo 2005
I miei due lettori chiedono che aggiorni il blog. Ora, in questi giorni non è successo nulla di particolare da scrivere. Non crediate che non abbia una vita interessante, anzi; semplicemente, il mio mestiere di spia non mi permette di raccontarvi i mille aneddoti divertenti che mi capitano tutti i giorni. Per il resto, il mio pupo fa la cacca regolarmente (né dura né liquida, di un bel colorino verde pistacchio, profumo deciso, gusto…vabbè), a casa tutto bene, e la salute come va? Bene grazie. Così, sono un po’ in stallo. Allora ho pensato: e se facessi lavorare i miei due lettori per me? Come vedete, il titolo di questo post è una sequenza di 12 lettere. A voi il compito di comporre la parola più lunga. Il vincitore riceverà per posta elettronica un “bravo” con tanto di autografo. Son cose.
(Ehi, non lamentatevi della scarsa originalità del gioco: su “Antenne 2” il Paroliamo va in onda ancora oggi. Se piace ai francesi, fa chic. Tiè.)
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martedì, 22 marzo 2005

E’ sempre questo il problema. E per giudicare qualcosa bisognerebbe avere in mano tutti gli elementi. E’ una parola. Qui c’è un articolo, tra i tanti che approfondiscono un po’ la vicenda di Terri Schiavo.

Zenit; Claudia Navarini

 

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lunedì, 21 marzo 2005
The Blogfamily colpisce ancora: compio un atto vergognoso di nepotismo per segnalare la new entry della settimana. Trema, blogsfera: io e lo Straniero abbiamo ancora a disposizione un fratello dislocato a Padova più 3 pargoli al di sotto dei 13 anni. E’ solo questione di tempo, ahr ahr ahr! (risata satanica)
 
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lunedì, 21 marzo 2005

Oggi è arrivata la Primavera.

Benvenuta, e muovi il culo che con questa giornatina sfitinchia pallida pallida non cominciamo mica bene.

 

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venerdì, 18 marzo 2005
 
Tony Cornell, eminente ricercatore della Society for Phsysical Research di Cambridge (che se provi a dirlo ti viene una doppia gassa d’amante alla lingua), afferma che da quando si sono diffusi i telefonini cellulari l’aria è talmente impregnata di onde elettromagnetiche che disturba anche i fantasmi. Gli avvistamenti di fantasmi sono rimasti costanti nei secoli, negli ultimi 3 anni però i 40 milioni di cellulari britannici hanno creato interferenze e gli avvistamenti sono in netto calo. Negli ultimi mesi non abbiamo avuto nessuna segnalazione, cosa che non accadeva da secoli.
Ora capisco perché l’altra sera, mentre parlavo  con la buonanima del nonno e all’improvviso ha squillato il mio cellulare, l'immagine ha cominciato a fare le righe e al posto del nonno è apparsa una televendita con Giorgio Mastrota.
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giovedì, 17 marzo 2005

        

Spero che un giorno così non ritorni mai più

 

Stavo attaccando un chiodino a quel muro lassù

 

Poi d’improvviso un bramito di cervo ferito

 

Forse perché mi son data il martello sul dito

 

 

Gridaaareee oh oh

 

Dal maaaleee oh oh oh oh

 

 

E’ blu, dipinto di blu

 

Le stelle che ho visto lassù

 

                                                                                             

 

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martedì, 15 marzo 2005

Ebbravo Berlicche, che ha scovato una storia di Philip K. Dick (quello sul cui romanzo hanno fatto Blade Runner) intitolata “le Pre-Persone”. Nel racconto s’immagina un’America del futuro in cui si stabilisce per convenzione quando un essere vivente diventa persona. Il Congresso aveva inaugurato un semplice test per determinare l’età approssimativa nella quale l’anima entrava nel corpo: l’abilità nel formulare matematica superiore come l’algebra. Fino ad allora, c’era solo corpo, istinto animale e corpo, riflessi animali e risposta agli stimoli.
La storia comincia con un ragazzino terrorizzato, perché sta arrivando nel suo quartiere il furgone dell’aborto, con cui i bambini con meno di 12 anni (l’età in cui viene stabilita per legge l’entrata dell’anima nel corpo) vengono portati via, quando i genitori li vogliono abortire. 

 

 

“Io so che non sono differente, pensò, da due anni fa quando ero solo un bambino; se io adesso ho un’anima come dice la legge, allora avevo un anima anche allora, oppure non ne ho una – l’unica cosa reale è solo un orribile furgone metallizzato con le sbarre ai finestrini che porta via i ragazzi che i loro genitori non vogliono più, genitori che usano un’estensione della vecchia legge sull’aborto che lasciava uccidere un bambino non voluto prima che venisse fuori: poiché non aveva “anima” o “identità”, poteva essere risucchiato da una pompa in meno di due minuti. Un dottore poteva farlo centinaia di volte al giorno, ed era legale perché il bambino non nato non era “umano”. Era una pre-persona. Proprio come con questo furgone, adesso: avevano semplicemente spostato la data in avanti per quanto riguardava l’ingresso dell’anima. (…)

 

 

Qui si può leggere l’intero racconto in inglese.

 

 

Menzione d’onore a Berlicche, e minzione d’onore a Sartori cui andrebbe segnalato il racconto.

 Berlicche

 

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giovedì, 10 marzo 2005

Credo che il mio ragazzo non sappia dell'esistenza del clitoride e quali sono le sue funzioni ecc...Io non so come fare a dirglielo... La prego mi aiuti!!!

Orbene: sull'esistenza del clitoride e annesse proprietà si sono dibattuti da millenni fior di scienziati e filosofi.

 Anassimene era convinto che il clitoride avesse  la stessa consistenza dell'aria, per cui si limitava a soffiare contro la vulva della moglie convinto di procurarle un piacere illimitato. Finché lei chiese il divorzio.

 Democrito ammetteva l'esistenza del clitoride, ma per lui era un organo così piccolo ma così piccolo da risultare invisibile e impalpabile. Non essendo possibile manipolarlo in qualche modo, concluse che la donna viveva di fatto come se non ce l'avesse, quindi che si tenesse le sue paturnie e non rompesse le balle. Riuscì a persuadere la moglie  delle sue teorie (o almeno, così credeva), per cui ella non divorziò. In cambio, Democrito ottenne ipso facto un bel paio di corna visibili e palpabili.

 Le cose si complicarono quando Platone cominciò a sostenere che il clitoride fosse un'Idea perfetta,  reale sì, ma irraggiungibile. Per quanti clitoridi avesse potuto vedere in vita sua, nessuno poteva essere considerato il clitoride ideale. Provò anche a bandire un concorso per Miss Clitoride, vennero (in tutti i sensi) fanciulle da tutta la Grecia, ma i risultati furono deludenti. Alla fine Platone giunse a dubitare dell'esistenza stessa del clitoride ideale, e poi anche di quello empirico. Ma ormai aveva 90 anni e di certe cose non gli fregava più nulla.

 Fu con Galileo che lo studio del clitoride fece un notevole passo avanti: innanzitutto lo scienziato utilizzava il cannocchiale, prodigioso strumento messo a punto nella sua camera mentre spiava la signorina che si spogliava alla finestra del palazzo di fronte. Galilei scoprì che il clitoride esisteva davvero, aveva la forma di un piccolo pene e se stimolato opportunamente provocava nella donna strani gridolini e spasmi muscolari. Purtroppo però, si convinse che questi fenomeni fossero dovuti ad attacchi d'isteria, tipici della natura femminile, e che fosse opportuno asportare questo piccolo organo per curare le donne che soffrivano di tali disturbi. E proprio mentre rincorreva la moglie con le cesoie in mano per farle un'operazione che riteneva inevitabile, questa s'arrampicò sulla torre di Pisa, incespicò e cadde nel vuoto. 150Kg di carne si sfracellarono al suolo in 6 secondi netti. Da lì iniziarono i suoi studi sulla caduta dei gravi, mentre le problematiche  relative al clitoride passarono in secondo piano, e datosi che la sua giovane amante Luana prediligeva il rapporto anale,  furono tosto dimenticate.

 Al momento gli studi sono arenati sulla famosa teoria della relatività di Eistein, secondo  la quale non importa tanto se il clitoride esista o meno, quanto se detto clitoride e il dito/la lingua che lo sollecita si trovino nella stessa dimensione spaziotemporale (cfr. "Dal 69 ai buchi neri", Stephen Hawking, ed. Celograndeceloblu.)

 Nel frattempo, da migliaia di anni, miliardi di donne si grattano "quella cosa" che si trova "lì"  sperimentando sensazioni straordinarie, ma nessuno sa bene "cosa". E mancando  i documenti, le controanalisi e la moviola, tutta la questione è stata zippata in un Xfile formato word e consegnata all'agente Mulder, il quale a tutt'oggi non ha ancora scoperto l'arcano, ma si dichiara convinto di una cosa, e indicando la collega Scully stesa sul tavolo a gambe aperte mormora ispirato: "La Verità è lì dentro".

postato da: silenskia alle ore 19:05 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 07 marzo 2005

 Si avvisano i gentili lettori che il grassetto, colto da un improvviso attacco di egocentrismo, si è ribellato alla blogger. Una volta inserito, non c'è verso di levarselo dai coglioni. Il grassetto ha ottenuto immediatamente la solidarietà dell'interlinea, che ha deciso di funzionare a capocchia.

Ci scusiamo per il disagio (e il grassetto non l'ho tolto io! Secondo me va a farsi un caffè poi torna).

postato da: silenskia alle ore 23:48 | Permalink | commenti (3)
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