lunedì, 13 giugno 2005

Venticinque: il Natale.  Nove: 'a discennenza (la prole). Appropriati, neh? Sarà il caso di giocarli al lotto.

 

 

 

 

postato da: silenskia alle ore 23:06 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 10 giugno 2005

Sul forum dell’associazione Luca Coscioni leggo la seguente, più che legittima, domanda:

Ma voi stessi, quando ci fu il referendum sulla scala mobile, non avete invitato all'astensione? E se era lecito allora, perché non lo è più adesso?

 Risposta di Diego Galli, della Giunta Associazione Coscioni:

 Nell'85 l'astensione non poteva contare dell'alto astensionismo fisiologico di oggi. Inoltre, Pannella rappresentava un partito di minoranza, mentre la chiesa cattolica è un'istituzione che controlla enormi risorse, è presente capillarmente nella società e ha un accesso ai media enorme.

 Beh, questa è troppo bella. In pratica, Galli sostiene che i radicali, in quanto partito di minoranza, hanno licenza d’invitare i cittadini a compiere un atto infame (così è considerata oggi l’astensione da queste persone) mentre tutti gli altri non possono permetterselo. E’ come dire che gli skinheads hanno il diritto di predicare il razzismo perché sono in pochi. Ossia, una cosa è legale o illegale, nobile o infame a seconda che sia sostenuta dalla maggioranza o dalla minoranza. Anzi, meglio: una cosa è nobile o infame a seconda di ciò che fa comodo al politico di turno. La faccenda è ancor più esilarante se si pensa che i radicali si lamentano costantemente della poca attenzione dei media nei loro confronti. Salvo poi trincerarsi dietro la loro poca visibilità per giustificare tutto quello che dicono. Cosa vogliono farci credere? Che se Pannella avesse avuto maggiore accesso ai media nell’85, non si sarebbe schierato per l’astensione? Ce lo vedete, Pannella, a dire “ho troppo potere sui media quindi rinuncio a esprimere le mie opinioni per non influenzare il popolo italiano?”. Ma per favore.
E’sempre la stessa storia: i sacerdoti che si schierano per l’astensione compiono un’ingerenza illegittima nel sistema politico e giuridico italiano, mentre i sacerdoti e i semplici cattolici che sostengono le ragioni del voto – e ce ne sono, e i radicali sono i primi a scovarli e farli parlare – possono fare tutta la propaganda che vogliono. In questo caso, sim sala bim, l’ingerenza sparisce improvvisamente, con un trucco che manco il mago Silvan.
Ognuno la pensi come crede. Io, personalmente, di fronte a queste sparate ho ripetuti attacchi di nausea. Se il 12 e 13 Giugno non andrò a votare sarà perché seriamente indisposta. Se occorre presenterò il certificato medico.

LucaCoscioni.it

postato da: silenskia alle ore 16:54 | Permalink | commenti (4)
categoria:
giovedì, 09 giugno 2005
Alcuni passi del libro “Scienza e società oggi”, uscito nel 2004.  Chi riesce a indovinare l’autore?
 
 La questione è la seguente: come ottenere le cellule staminali? È evidente infatti che se dobbiamo curare l’uomo non possiamo prendere queste cellule staminali dal topo. Necessariamente dobbiamo prendere delle cellule umane, ma come ottenerle? Dagli embrioni? Ma questo è assolutamente impossibile perché esistono ragioni etiche molto serie per non farlo. (…)
 
Attualmente queste cellule staminali adulte vengono già usate, con ottimo profitto, per la cura di determinate malattie genetiche del midollo spinale e si è visto che sono veramente curative ed efficaci. Ma il fatto che queste cellule staminali del midollo osseo possano indirizzarsi in molteplici direzioni costituisce una possibilità del massimo interesse che modifica, in modo davvero sensibile, le nostre possibilità future di azione. Possiamo allora affermare che con l’utilizzazione delle cellule staminali i conflitti fra scienza e società verranno finalmente eliminati? A mio parere la risposta è indubbia ed è positiva: questa scoperta ci permette di superare un ostacolo molto grave, soprattutto sul piano etico. Il conflitto fra scienza e società non poteva che essere molto forte quando si pensava, come abbiamo visto, di dover utilizzare cellule staminali ricavate direttamente dagli embrioni umani vivi che dovevano essere soppressi. Ora invece questo conflitto non ha più ragion d’essere e, pertanto, non dovrebbe più insorgere (…).
 
(…)quando si poneva il problema di ricavare le cellule staminali dagli embrioni congelati è evidente che si sono subito delineati dei precisi e importanti problemi etici, veramente importanti…. (perché) queste cellule staminali dovevano essere prelevate da embrioni congelati che erano ancora vivi e per prelevarle occorreva, dunque, uccidere questi embrioni.
L’uccisione dell’embrione congelato costituisce pertanto un problema etico molto difficile e decisamente irrisolvibile. Già in questo caso si vede bene dove la scienza può e deve fermarsi.
 
Soluzione
L’autore è Renato Dulbecco, premio Nobel nonché firmatario sostenitore del sì al referendum. Il suo libro, è il caso di ripeterlo perché non ci si crede, è è uscito nel 2004. Non 30 anni fa: 2004.
 
Il nuovo indovinello (la soluzione del quale, purtroppo, non si trova in fondo al post) è: quando, esattamente, Dulbecco ci ha preso per i fondelli? Un anno fa o adesso?
postato da: silenskia alle ore 00:13 | Permalink | commenti
categoria: