martedì, 29 novembre 2005
18:45 - squilla il cellulare: è il mio fratellone padovano.
"Ciao, dove sei?"
"A Milano Centrale,  sono appena salita sul treno."
"Ma va'! Anch'io sono qui in stazione, aspetto il diretto per Venezia."
"Ma dai! Cazzo non posso scendere, il treno sta per partire"
5 minuti di chiacchiera, ciao ciao, clik.
18:50 - squilla il cellulare: è il mio fratellone padovano.
"Porca vacca il mio treno ha un ritardo di 20 minuti! Tu sei ancora ferma?"
"Sì, ma dovrebbe partire da un momento all'altro. Che sfiga, eh?"
"Essì, vabbè, ciao ciao". Clik.
DLIN DLON
"Si avvisano i signori viaggiatori che il treno interregionale per Bologna subirà un ritardo di 40 minuti".
18:55 - squilla il cellulare del mio fratellone padovano.
"Porca puttana il treno fa 40 minuti di ritardo! Sono scesa, vedo di beccare il regionale delle 19:15. Tu dove sei?"
"Ma dai? Io sono già sul treno, alla fine è arrivato. Se vuoi venire a Padova ti ospito! Ah ah!"
"Meglio che corro a prendere il regionale."
"E così alla fine la sfigata sei stata tu, eh?"
"Come sempre".
"Ciao ciao".
CLIK.

Forse questa storia ha una morale, il problema è che non so qual è.


postato da: silenskia alle ore 23:16 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 28 novembre 2005

Il Natale si avvicina: avete già deciso cosa sbattere al muro? Qui passiamo in esame tutto ciò che che passa il convento, e infatti cominciamo subito con

Frate Indovino: il calendario inventato dalla buonanima di Padre Mariangelo da Cerqueto va ancora alla grande. I consigli per i coltivatori e le profezie del Ragno Nero sono un must per gli aspiranti santarelli (per l’aspirante Santarelli evidentemente no, visto che gli fa concorrenza con un calendario tutto suo. Per non parlare della Kate Moss, aspirante anche lei in altra guisa, ma sto anticipando le prossime recensioni!)

Il difetto principale del Frate Indovino è l’invadenza. Detto calendario arriva per posta, che tu lo richieda o no, spesso in quadruplice copia, supplicandoti al contempo di segnalare eventuali disguidi; tu mandi il bollettino facendo presente che una copia è più che sufficiente e oltretutto vivi da solo, così  l’anno successivo te ne arrivano dieci. Rimandi il bollettino e te ne arrivano venti, e via così all’infinito. Ci sono famiglie che fanno i miliardi con la raccolta della carta solo grazie a Frate Indovino, d’altra parte c’è poco da invidiarle: hanno provato a regalare le copie a parenti e amici, che li hanno insultati pesantemente e gli hanno pure tolto il saluto. Così questo blog lancia la campagna “adotta Frate Indovino”, e ricordatevi: se vi vergognate di tenerlo in cucina c’è sempre il bagno di servizio, o la cantina.

 

Il calendario della SPAM: ora, capite che i membri di un’associazione del genere se anche si ricoprissero di sterco dalla testa ai piedi non susciterebbero il ribrezzo che tale nome evoca (almeno in internet). Ma l’associazione Solo Pittori Artisti Mutilati così si chiama, e dobbiamo tenercela. Il calendario SPAM arriva per posta (eddaje) anche se non lo richiedi (eddaje, allora lo fanno apposta) però c’è di bello che ti arriva solo una volta l’anno, ed è pure carino. Anche se dovrebbero migliorare un ciccinino la comunicazione: “Ecco a voi il dipinto fatto coi piedi di Hans Torgeldsen” non è proprio il massimo dell’appetibilità.

 

Nella prossima puntata metteremo finalmente un po’ di carne al fuoco. Petto, coscia, ce ne sarà per tutti i gusti.

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lunedì, 28 novembre 2005
postato da: silenskia alle ore 22:55 | Permalink | commenti
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sabato, 26 novembre 2005
E si attacca, pure.
Però sto invecchiando: non mi emoziona più come un tempo. E questo non è giusto! Devo ritrovare il mio antico stupore: ho provato
a riviverlo negli occhi di mio figlio,  spiaccicandolo davanti al vetro per mostrargli la prima neve della sua vita.  Si è un po' perpluto, ma niente di più.
Lo entusiasma di più il telecomando della TV, per dire.
E io come faccio a fare oooh?
postato da: silenskia alle ore 10:43 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 23 novembre 2005
Evidentemente non mi ero predisposta abbastanza. Cioè, sapevo che era bravo, ma non l'avevo mai ascoltato per due ore di fila. Due ore tiratissime, alla fine non sentivo più le mascelle dal ridere. Non un attimo di cedimento, nemmeno mezzo secondo di noia. Quell'uomo è un genio, oltre a essere un figo. E non ha bevuto neanche un goccio d'acqua in due ore! Non perdetevi l'ultimo spettacolo di Alessandro Bergonzoni, se potete.
postato da: silenskia alle ore 11:07 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 19 novembre 2005
Mmm, allora  vediamo...voglio questo e poi questo.
postato da: silenskia alle ore 11:29 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 18 novembre 2005
Lo so, lo so,  la stilografica è banale. Ma l'altro template era ormai un casino,  non riuscivo nemmeno a togliere quel cacchio di corsivo. Via, via, via, aria nuova! Adesso perlomeno è tutto pulito, no?
Azz, m'è partito Shinystat. Vabbè, forse è anche meglio...
postato da: silenskia alle ore 22:58 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 18 novembre 2005
Sono nascosti in qualche cassetto del nostro cervello. Ogni tanto li risentiamo, e facciamo un salto indietro nel passato.  Quali sono gli odori della vostra infanzia? Ecco la mia top five:
 
- L’odore di caserma della divisa di mio padre. Un mix di metallo, tabacco e sudore.
- L’odore dell’aria dopo il temporale. Acqua, erba, terra, foglie marce.
- L’odore dell’armadietto dove i miei tenevano i liquori. Certe sniffate…
- L’odore del porto (quello di mare, non quello di vino).
- L’odore delle lasagne di mia mamma.
postato da: silenskia alle ore 21:52 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 18 novembre 2005

Tutto era cominciato nella maniera più innocente. Si addormenta sempre più tardi, e vabbeh, in fondo ci fa piacere giocare con lui la sera. Per dormire vuole le carezzine, e vabbeh, un po’ di sgratt sgratt (cinque, dieci, venti, trenta minuti) e si addormenta. Alle due di notte si sveglia strillando e non c’è verso di farlo riaddormentare, e vabbeh, vieni dalla mamma e dal papà belo belo vieni a dormire nel lettone.

Nel giro di un mese Tiziano aveva preso la residenza nel lettone. Si addormentava ancora nel suo lettino, ma ci rimaneva giusto per l’antipasto. Il grosso della dormita la faceva con noi. La sua vittoria era definitiva e totale. Finché i suoi genitori, allo stremo delle forze, riuscirono a pronunciare la frase che diede inizio alla riscossa.

“Non si può andare avanti così”.

Facile a dirsi? Beh, non è mica tanto vero. Molti si rassegnano, e infatti sostituiscono la frase qui sopra con un’altra, tipo “Eh, cosa ci vuoi fare” oppure “Eh, d’altra parte è così”(©Stranierodielea, all rights reserved). Cosa vuoi risolvere con una frase del genere?

Altri invece smadonnano. Garantito che non serve a niente. Oltretutto rischiano d’inimicarsi sul serio qualcuno ai piani alti, e non è mai una mossa intelligente.

“Non si può andare avanti così” è tutta un’altra cosa. Imitatene il fiero cipiglio. Ditela con convinzione. Non si può, NON si PUO’,  NON SI PUO’! andare avanti così. OH!

Ecco, questo è il primo passo. Esercitatevi davanti allo specchio, imitate Bob de Niro in Taxi Driver. “Ehi, soldo di cacio. Tu vuoi fregare me? Ehi, dico a te: chi è il capo qui? Apri bene le orecchie, botolo: non si può andare avanti così. Hai capito? NON SI PUO’ ANDARE AVANTI COSI’!”

Come prima lezione può bastare. Nella prossima pubblicizzerò un libro illuminante.

Nota per i possessori di pargoli cresciutelli: sono dolente d’informarVi che il metodo da me seguito è valido, secondo la stessa ammissione dell’autore, per i bambini fino a 5 anni. L’autore - un medico spagnolo primario di una clinica specializzata nella cura dei disturbi e delle malattie del sonno – sostiene che dopo il compimento del primo lustro, se non gli è stato insegnato correttamente a fare la nanna,  il bambino si porterà dietro la sua insonnia fino all’adolescenza, e in qualche caso anche oltre (in parole povere, la tesi è che i disturbi del sonno in età adulta dipendano per molta parte da abitudini scorrette acquisite durante l’infanzia Vi dico tutto questo con la mano sul cuore e il capo reclinato).

postato da: silenskia alle ore 10:40 | Permalink | commenti
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giovedì, 17 novembre 2005
Sembra - e sottolineo sembra - che l'operazione ZEAL*  scattata 5 giorni fa stia procedendo con successo.
Forse - e sottolineo forse - riesco a riprendere in mano questo  povero blog triste e abbandonato.
(*) operazione "zitto e a letto". I dettagli nel prossimo post.
postato da: silenskia alle ore 22:59 | Permalink | commenti (1)
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