Overland è una di quelle trasmissioni che mi riconciliano col canone RAI.
Nessun’altra immagine ha il potere di farmi ridere alle lacrime come il serpentone di camion arancioni che si inerpica sulle mulattiere dell’Hindukush inquinando come 10 raffinerie.
Quest’anno, però, Overland ha deciso di stupirci lasciando i camion in garage e mandando in onda una roba fantozziana quant’altre mai: la Como/Pechino in BICICLETTA.
Perché Como/Pechino? È presto detto: percorreranno la via della seta, quindi partono da Como che è la città della seta. Se avessero fatto la via del sale sarebbero partiti da Civitavecchia, o da Trapani. Per la via dell’oro avrebbero scelto Valenza Po, e così via.
La prima puntata copre le tappe da Como alla frontiera turca. Il sito internet (www.overland.org) ci aiuta a fare la conoscenza di questi uomini intrepidi: “Gli uomini di Overland sono persone normali. Ciò che li accomuna è un'infinita capacità di adattamento alle difficoltà del viaggiare lontano dagli agi della civiltà - e tanta pazienza per affrontare i piccoli imprevisti di ogni giorno oltre ai pericoli e alle grandi difficoltà.” E infatti. Sulla costa dalmata cominciano le prime difficoltà: i corridori (età media 75 anni) protestano perché all’arrivo di tappa non c’è un bar e dei tavolini all’ombra per riposarsi. Vabbè, pensi, affronteranno l’imprevisto con tanta pazienza e capacità di adattamento, e invece manca poco che facciano lo scalpo all’organizzatore. Meno male che son partiti ieri e sono ancora freschi: non vedo l’ora di vederli nella tappa “Iran e dintorni”.
Ma gli imprevisti non sono finiti per i nostri eroi: alla dogana (non ricordo quale) gli fanno storie (non ricordo per quale motivo: sono una spettatrice attenta) e vengono costretti a percorrere 30 km sull’AUTOSTRADA. E tu, spettatore, sei lì che applaudi entusiasta e brami già di vederli tatuati sul guard-rail (olèeee) quando scopri che saranno scortati dalla polizia (buuuuuh).
Immagina: sei sull’autostrada e ti dirigi verso il residence di Rovigno dove trascorrerai la tua meritata vacanza e sei perfino in orario sulla tabella di marcia quando improvvisamente ti trovi in mezzo a un ingorgo e vedi alcune macchine della polizia che scortano dei pirla in bicicletta con la scritta OVERLAND sulla maglietta.
- Ma dove cazzo andate?!
- A Pechino.
- E prendere l’aereo, no?
- No: seguiamo l’itinerario di Marco Polo.
- Non sapevo che avesse preso l’autostrada.
Che poi, anche fuori dall’autostrada non è che non rompano i coglioni. Ovviamente sono seguiti a ruota da due camioncini attrezzati alla bisogna e marcianti a 15 Km l’ora. Sai che divertimento incrociarli sulla statale. La speranza è che raggiungano presto i confini della civiltà. E che incontrino una banda di predoni turkmeni.



